Intervista di Dimitri Buffa ad Alberto Parres - Alberto Parres

Moliere16 001Alberto Parres, un pittore al confine tra la magia e l’immaginario, dove il colore e la luce sono dei mezzi che consentono alI’uomo di esprimersi attraverso I’arte, accetta di parlare di se stesso e del suo essere uomo e poeta.

D. Quali sono i pittori che hanno piu influito su di te?Moliere26 001

R. Per me ci sono due categorie di pittori; quelli vivi e quelli morti, quelli che non ci sono più e le cui opere stanno lì a testimoniare e quelli che sono ancora presenti con un corpo umano, anche essi lì per testimoniare la loro storia. Tra quelli morti il piu importante per me e Piero della Francesca, da lui cerco ancora di imparare la fine stesura del colore I’evocazione visiva delle luci, e tanto altro che la parola non puo materializzare. Arezzo e una mia meta di pellegrinaggio da quando sto in Italia, ma mi capita spesso di andare ad Arezzo e far visita soltanto ad una cara amica di Tangeri, stare con lei per un pò e poi sparire senza neanche andare a Monterchi ad arraparmi davanti alia Madonna Del Parto. Ma sempre quando vado ad Arezzo, mi riprometto di visitarla, però I’opera Pia o Albergo degli anziani dove sta Isabella mi affascina tanto da dimenticarmi di Piero e di studiare il volto della mia amica e di tanti altri, con cuore, mente e anima. Dopo desidero solo dipingere. Con Picasso tutto cambia e I’inizio del nostro secolo, e il mistero, e I’ignoto, e la pittura vissuta nella sua totalita. E colui che fino all’ultimo respiro non ha mai cessato di desiderare e di distruggere la propia consapevolezza nell’atto di dipingere. Pollock volendolo superare è riuscito a dipingere la non esistenza, dandola per scontata in opere piene di vacuita. Lui stesso e diventato Guernica e la bomba che lo ha fatto esplodere cosi generosamente lo ha anche ucciso. Con lui il pensiero plastico si trasforma totalmete e I’inconscio comincia a manifestarsi in strati mai toccati prima. Dopo di lui sono venuti altri ma solo negli anni ottanta alcuni giovani pittori hanno osato inoltrarsi in apnea nel profondo delI’inconscio, senza spaventarsi delle mostruositò che abbiamo ereditato da coloro che ci opprimono con la loro stupidita. Tano Festa e il pittore che piu amo.
Dal 1981 fino ad oggi ho seguito attentamente il suo lavoro, non abbiamo mai parlato, ci sono stati anche degli scontri verbali di natura infantile da ambeduele parti. II miglior colloquio che ho avurto con lui fu I’andare a comprargli una bottiglia di champagne con due pietruzze che tiro fuori dalla sua tasca come se fossero soldi, io gli portai la bottiglia con altre pietre di resto. Mi fece un ritratto quel giorno. Da allora non molte altre parole. Tanto Festa con la sua pittura mi ha rivelato la strada piu splendente di libertà, la apnea piu profonda mai conosciuta. I suoi coriandoli sono la sfida piu potente verso la creazione cosmica, volendo o no lui ha sfidato il creatore per poi sottomettersi umilmente ma con la nobiltà e fierezza di un guerriero sicuro di vincere nell’atto finale di dipingere.

D. Come nascono i tuoi quadri?Moliere24 002

R. Soprattutto con molta gioia, ma anche molta fatica, e la pittura che mi sta veramente dipingendo.

D. Questa mostra in Sicilia ha per te un valore particolare, simbolico?Moliere22 001

R. La Sicilia I’amo molto e credo di non conosceria sufficientemente. Ma piano piano lo faro. La sua gente, la terra la sua luce, tutto mi rende euforico di piaceri infiniti. E come stare di nuovo a casa, tra la mia gente.

D. La tua e una cultura mediterranea?Moliere21 001

R. Si, ma con una salinità più intensa, I’aria e l’immenso mare dell’atlantico mi hanno dato molto. Vivere in Marocco fino ai sedici anni ininterrottamente, vivere una cultura spagnola in casa francese e andalusa per strada, angloamericana a scuola, e un mondo africano di luce, colore, magia, sentimento e forza, forse hanno fatto di me un mediterraneo particolare.

D. Da quando hai iniziato a dipingere?Moliere19 001

R. Da sempre, I’ho sempre voluto, I’ho sempre fatto, solo dal 1976 I’ho fatto con il proposito di assumermi pienamente le responsabilita. E cosi è. Prima ho fatto il marinaio per moiti anni, in Spagna in marina militare poi in barca a vela, piu all’avventura cercando Dio. Ma portando con me molto gelosamente una scatola di colon. Da quando ho deciso di navigare nell’immaginario conservo lo stesso un’anima umida e marinara. Lo studio I’ho organizzato come se da un momento all’altro accadesse una tempesta e allora non ti puoi permettere di cercare un cacciavite, lo devi solo prendere e agire. Lo stesso e nel mio studio.

D. Chi è un pittore?Moliere18 001

E un essere perfetto, impeccabile, senza macchia, anche se talvolta puo venire preso per pazzo o criminale, i perbenisti sono sempre i veri nemici dell’arte e dei pittori.

D. Tu sei contento di vivere nell’epoca in cui vivi?Moliere17 001

Con un pò più di soldi lo sarei di più. II nostro presente è pieno di possibilita. Oggi viaggiare e conoscere di più è molto importante. lo mi devo limitare per problem! di tempo e di soldi. Andare a New York per un fine settimana e poi tornare in studio a Roma a dipingere è una possibilita del nostro tempo. Ma per fare tutto questo non solo ci vogliono dei soldi ma anche una mente piu aperta ed elastica, e una salute splendente. In mancanza di questo mi siedo ogni giorno a meditare con una tecnica vedica. La meditazione dona la possibilita d’immergersi verso una nuova consapevolezza, viaggiare alla velocita del pensiero, conoscere orizzonti nuovi senza spendere un soldo. Miracoli della nostra era.

D. Cosa pensi della computerizzazione dell’arte

R. E molto costoso, vale il discorso della domanda precedente. E lo stesso che andare a prendere un caffè a Londra e poi tornare. Allora scelgo una strada piu economica ma lo stesso affascinante: La pittura della meditazione.

D. Qual’è il tuo rapporto con i critici d’arte?Moliere15 001

R. A me non disturbano, una volta ad una domanda del genere io ho risposto “Sono vegetariano, non mi piacciono i fenomeni di cannibalismo”. II loro pasto e I’artista, se lo mangiano, o almeno ci provano. La critica nasce dopo I’opera, mai prima. E raro trovare un critico intenditore di pittura. I più sono dei parolai ciarlatani, senza il coraggio di ammettere il loro reale disincanto davanti a se stessi e a molta cattiva pittura che gira. Ma e sempre stato così. Ci sono ovviamente dei critici “Poeti” che riescono a scoprire nell’opera cio di cui neppure I’autore si rende conto. Ma sono pochi. Come sono pochi i grandi pittori.

D. Che problemi ci sono oggi per un artista sul mercato dell’arte?Moliere10 001

R. Tanti, la gente si fida ancora troppo delle banche e delle altre truffe protette da politici corrotti. Compra poca pittura. Non crede nell’opera come bene e merce reale. E allora accontenta il potere politico imitandolo nel suo squallore. Basta vedere i negozi e la televisione, gli uni non possono esistere senza I’altra.

D. L’arte e un buon investimento?Moliere14 001

R. Mah! a me non me ne frega niente. Quando mi parlano di investimento, io penso, per prima cosa, ad una macchina che mi viene addosso. Maserati o topolino all’ospedale o campo santo ci vado. Io penso che se a qualcuno piace un’opera e la compra ha fatto un buon investimento con se stesso. In fondo ha comprato un oggetto di piacere, un piacere più sottile di quello che ti da il mangiarsi una banana.

D. Come definiresti il tuo stile?Moliere11 001

R. Unico, io sono “un’animale mentale” che si purifica con la pittura.

D. Qual’e il quadro da te dipinto cui ti senti piu legato?Moliere5 001

R. Quello che stò realizzando, il prossimo; quelli già fatti, i passati non li voglio piu, me ne debbo sbarazzare al piu presto. Vendo tutto. Tutto è in vendita. Alcune opere le tengo nascoste alia vendita per motivi affettivi. Ma le vendero presto. Mi voglio sbarazzare di tutto. Voglio solo qui e adesso. Niente altro. A tutti i miei quadri sono affezionato ugualmente, ma non mi entrano in tasca, allora che se ne vadano. Li conservo nella mia anima memoria come le stelle filanti nel firmamento.

D. Perche dipingi?Moliere 001

R. Per comunicare. Io non sono uno di quei “coglioni¯ che dipingono per noia, perche non sanno che fare. Tantomeno sopporto coloro che dipingono avendo piu talento come public relation di una grande multinazionale di cosmetici e profumi economici. E’ così… ho da dire e Io dico, senza badare a un basso mercanteggio di chiodi o bulloni? “Perche non dipingo?¯ E una domanda che non mi voglio porre, mi voglio pentire di quello che faccio non di quello che non faccio. La mia opera e la mia testimonianza assoluta. Io vedo e comunico in spirito amorale. Non posso permettermi dei conflitti se nò farei il monaco. Il soprannaturale sono io, non c’e una esistenza al di fuori di me stesso se non Io specchio e il suo riflesso.

D. Tu pensi che l’uomo abbia sconvolto troppo la natura?Moliere27 001

R. Troppo pessimisti, troppi fanatici. La natura ha un’enorme forza rigeneratrice non perdona. Tutto trasforma la materia e la manifestazione della natura naturante. Certo è un peccato che ci sia poco ossigeno. lo i disoccupati li manderei a piantare alberi per il riboscimento della terra.

D. Anche un artista è un piantatore di alberi?Moliere28 001

R. Si, forse, un quadro non fa ossigeno, ma contribuisce comunque ad ossigenare la mente superiore. Sai, io sono d’accordo con Leonardo Da Vinci, “dalla pittura nasce tutto e con essa tutto muore”.